Oggi la moda, soprattutto quella in voga fra i giovani, è basata sul casual, sull’improvvisazione, sull’invenzione creativa che rifiuta  regole e condizionamenti. Perciò, a volte, è un modo di esprimersi liberamente, altre, invece, diventa anch’essa un condizionamento. 

   La moda  è  particolarmente importante per gli adolescenti;  spesso con il proprio modo di vestirsi un adolescente cerca di distinguersi dagli altri, di farsi notare, di comunicare un lato del proprio animo o della propria personalità: se hai un carattere scontroso, triste, malinconico, ti puoi vestire da punk, rigorosamente in nero, con catene, piercing… se hai un carattere estroverso e non segui le regole puoi esagerare con pantaloni, top attillati, minigonne…. 

    A volte la scelta di un vestito diventa il primo passo per entrare in un gruppo, per farsi delle amicizie, per farsi più carini agli occhi degli altri o per far capire che sei alla moda, segui le tendenze… insomma, la moda è uno strumento potente, essere alla moda è una specie di passepartout per essere accolti bene, apprezzati, ma, nonostante ciò, credo che vada utilizzato con cautela: non si deve arrivare a fare qualcosa solo perché lo fanno gli altri. 

    Tra le cose che vanno di moda ce ne sono alcune che ho sempre trovato ridicole: la mania dei tatuaggi, per esempio. Ricordo che qualche anno fa tutti li consideravano una cosa pazzescamente stupenda e per questo se li facevano, ma dopo un po’  sono stati in tanti a pentirsene e così hanno finito per mettersi nelle mani dei chirurghi per poterli eliminare, alcuni perché il tatuaggio ricordava loro un periodo brutto che volevano buttarsi alle spalle, altri, semplicemente perché quel tatuaggio non piaceva più. La stessa cosa succede con i vestiti: prima ti piacciono tanto, poi c’è qualcosa di più bello, di più “alla moda”, si mettono da parte e si cambia pagina. 

    Io preferisco la moda casual perché mi piace tantissimo improvvisare; anche se mi preoccupo sempre di scegliere con cura orecchini e accessori per abbinarli agli abiti, trovo il casual un modo di vestirsi pratico, adatto alla vita di tutti i giorni, senza regole, restrizioni, confini.       Non nego che qualche volta la preoccupazione di “essere alla moda” possa di per sé diventare una costrizione, ma ciò dipende dal buon senso che varia da persona a persona. A me piace vestirmi in modo da essere comoda, libera, a mio agio, ma trovo sempre qualcosa di carino e di particolare che mi rende diversa da chi si veste più o meno nello stesso modo: è così che cerco di personalizzare il mio abbigliamento.  

    Per certa gente, il fatto di vestirsi in modo casual, che ha alla base l’essere liberi, contro corrente, diventa una mania, una regola fissa, una dipendenza come quella dalle altre mode. Certo queste persone non sono aiutate da radio, televisione, riviste che, per incrementare le vendite, ci bombardano di immagini e filmati di sfilate internazionale, di pubblicità sui capi di abbigliamento che vanno al momento, di interviste e vicende private di idoli di adolescenti che spesso vengono ripresi con addosso abiti di stilisti famosi. E’ anche per questo che alla fine sono tanti quelli che non vogliono  più indossare niente che non abbia una qualche griffe, i maniaci della roba firmata. 

    Io non ho niente contro la moda, mi piace molto, ma, devo dirlo, non ne sono ossessionata. Mi piace vedere i miei coetanei ben vestiti, ma trovo molto superficiale chi finisce per escludere compagni dalla propria cerchia, facendo distinzioni legate soprattutto al modo in cui essi possono vestirsi.

    Non è una novità che le famiglie possono avere difficoltà economiche per stare al passo con i tempi e per seguire  mode che, purtroppo, oggi cambiano troppo in fretta ed è terribile sentirsi esclusi solo per questo. Alla fine, voglio dire, è meglio essere che avere: meglio essere davvero una bella persona che pensare di esserlo solo per il fatto di avere un bell’abbigliamento.

    E’ vero che con un vestito si può comunicare il proprio modo di essere, ma non bisogna fermarsi alle apparenze, si deve guardare dentro le persone. In fondo, il vecchio detto dell’abito che non fa il monaco rimane sempre valido e la vera moda  è sentirsi bene, a proprio agio con se stessi.

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